venerdì 20 dicembre 2013
ABB fornirà stazioni di ricarica rapida per veicoli elettrici alle rete danese CLEVER.
Convention e Forum Free Consult: "Trend dell'Economia Digitale"
Per Robert Perrin, "dopo un inizio che ha visto i social media essere, in prevalenza, un canale di comunicazione tra privati, oggi, Twitter e Facebook rappresentano strumenti indispensabili per supportare la visibilità e la rintracciabilità effettiva di chi opera nell'ambiente business, a patto, però, di esprimere contenuti mirati e, soprattutto, autorevoli".
lunedì 9 dicembre 2013
SONDAGGIO DREHER LEMON RADLER
A pochi mesi dal lancio di Dreher Lemon Radler, un sondaggio ci rivela la conoscenza e l'apprezzamento degli italiani per questa bevanda
A pochi mesi dal lancio, il 57% degli intervistati dichiara di conoscere Dreher Lemon Radler, la nuova nata in casa Heineken. Tra questi, il 44% l'ha provata e il 7% la beve regolarmente. Il 67% del campione, inoltre, sa che va consumata ad una temperatura compresa tra i 3 e i 5 gradi e uno su due sa che Heineken produce il nuovo prodotto interamente in Italia. Ciò è quanto emerso da un'indagine commissionata da Heineken alla direzione Pubblicità di RCS, per la quale sono state condotte 1.635 interviste complessive, con l'intento di indagare il livello di conoscenza degli italiani sulla nuova bevanda a base di birra (40%) e succo di limone, appartenente alla categoria delle Radler, che vanta una lunga storia nei Paesi di lingua tedesca, ma ancora poco diffusa nel nostro Paese. Secondo i dati, il 28% degli italiani sa cosa è una Radler e tra coloro che l'hanno assaggiata il 59% descrive correttamente il gusto come armonico, fresco ed equilibrato e più della metà (51%) sa che ha una gradazione alcolica compresa tra 1 e 3 gradi. Il 60% dei partecipanti al sondaggio, inoltre, sa che la Radler è una bevanda particolarmente diffusa al nord e il 27% conosce l'origine del nome. Il 46% degli intervistati dichiara che la Radler è perfetta quando si ha molta sete e il 24% vede l'aperitivo come il momento ideale per berne una. Dall'indagine emerge chiaramente, quindi, che Dreher Lemon Radler ha fatto da traino alla categoria sul mercato italiano, riscontrando successo e facendo appassionare gli italiani a questa nuova bevanda. Risultati ottimi se si considera che il nuovo prodotto è stato lanciato sul mercato italiano nella primavera del 2013. Risultati che da un lato sono il frutto della qualità dell'ultima nata in casa Heineken, che aggiunge al piacere di una delle migliori birre lager italiane, la Dreher, il gusto fresco del succo di limone, con un ridotto contenuto di alcol (2%) e un gusto naturale ed equilibrato. Una bevanda che incontra i desideri di chi è alla ricerca di esperienze gustative e sensoriali nuove, pensata per chi desidera sapori freschi, oppure non ama il classico retrogusto leggermente amaro della birra, che nelle Radler scompare del tutto. Dall'altro sono il frutto di una campagna di comunicazione moderna, divertente e accattivante, dal claim "È tempo di Limonare", che gioca sul doppio senso di una parola che rimanda al bacio, protagonista indiscusso e ispiratore di tutte le attività di comunicazione, ma anche all'ingrediente che contraddistingue l'inedito incontro tra birra e succo di limone. Il piano di lancio, inoltre, trasversale e articolato, ha combinato attività di advertising classico ad azioni di visibilità nei punti vendita e attivazione di ambasciatori e testimonial. Sono stati coinvolti in modo innovativo tutti i mezzi di comunicazione, dalla Tv alla radio, dal web alla carta stampata. Una vera piattaforma di comunicazione multimediale, accompagnata da un'intensa attività di PR ed eventi in tutta Italia per generare attenzione e curiosità. Dreher Lemon Radler è in vendita nei supermercati italiani da marzo 2013. La bottiglia, vivace e di grande impatto visivo, si contraddistingue per l'etichetta argentata, che svetta in contrasto con l'abbinamento dei colori giallo e verde, che richiamano il frutto del limone e trasmettono una sensazione immediata di freschezza rigenerante.
L'indagine è stata condotta in partnership con la direzione Pubblicità di RCS, unendo due tipologie di analisi: un sondaggio online e una classica ricerca di mercato. La prima è stata realizzata dal 16 al 29 settembre 2013 sui siti tematici Corriere.it/cucina e Leifoodie.it, dove è stato pubblicato un'innovativa forma di banner, in grado di far interagire l'utente registrandone le risposte in un apposito database. La seconda è stata invece una ricerca classica tramite questionario. In totale sono state condotte 1.635 interviste complessive, di cui 935 tramite il sondaggio online.
giovedì 5 dicembre 2013
ABB: la tecnologia di controllo delle microreti per rendere più verdi le isole remote
Il progetto ha permesso all'isola atlantica di incrementare la generazione eolica senza compromettere la stabilità della rete
ABB, gruppo leader nelle tecnologie per l'energia e l'automazione, ha fornito e messo in servizio una soluzione di controllo della microrete che permetterà all'isola atlantica di Faial di sfruttare una maggiore quantità di energia eolica nel proprio mix energetico senza destabilizzare la rete. Faial è una delle nove isole vulcaniche che compongono l'arcipelago delle Azzorre, parte del Portogallo, situate a metà strada tra l'Europa e l'America del nord, a circa 1.500 km dalla terraferma. L'isola, con una popolazione di 15.000 persone, ha una rete elettrica che opera come una microrete isolata, alimentata da 6 generatori diesel che producono fino a 17 megawatt di energia elettrica. La utility locale, Electricidade dos Açores (EDA), ha installato cinque turbine eoliche facenti parte del progetto per incrementare la potenza della rete del 25 per cento minimizzando al contempo l'impatto ambientale sull'isola di cui il turismo rappresenta l'attività principale. Faial è anche conosciuta come l'Isola Blu grazie alle innumerevoli ortensie che fioriscono in estate. "La tecnologia ABB permetterà il controllo e il monitoraggio delle turbine eoliche e dei generatori diesel sull'isola," ha commentato Claudio Facchin, responsabile della divisione Power Systems di ABB. "Questa funzione è fondamentale poiché la volatilità tipica dell'energia eolica può causare fluttuazioni di frequenza e tensione che possono destabilizzare la microrete e in casi estremi addirittura portare a interruzioni del servizio e a blackout." La soluzione di controllo, vanto tecnologico della recentemente
Whirlpool: al professor Andrea Segrè, il premio Giovanni Borghi 2013
Il premio Giovanni Borghi 2013 sarà assegnato oggi alle 18.00 a Milano (Cascina Cuccagna) al professor Andrea Segrè, in occasione della presentazione del rapporto "Libro verde dello spreco in Italia". Il riconoscimento ideato da Whirlpool, giunto alla seconda edizione e intitolato al patron di Ignis, l'azienda di elettrodomestici che si fuse nella multinazionale americana, premia il pionierismo nel fare impresa. In questo caso il premio va all'intuizione innovativa di Segrè che ha concepito Last Minute Market, società spin-off dell'Università di Bologna, prima come attività di ricerca, poi trasformatasi in realtà imprenditoriale che opera su tutto il territorio nazionale sviluppando progetti per il recupero di alimenti e beni invenduti (o non commercializzabili) a favore di enti caritativi. Andrea Segrè, oltre che presidente di Last minute Market, è direttore del Dipartimento Scienze e tecnologie agroalimentari dell'Università di Bologna, e ideatore dell'iniziativa "Un anno contro lo spreco" di cui Whirlpool è fra i sostenitori. E proprio dalla sfida della sostenibilità alimentare e della lotta agli sprechi, che è un tema di EXPO 2015, ha preso le mosse il video Whirlpool sulle rotte della sostenibilità fra l'Università di Bologna, il Food Institute Whirlpool di Cassinetta di Biandronno (Varese) e la Leaf House Loccioni ad Angeli di Rosora, nella campagna marchigiana. Il mini documentario dal titolo "Zero Impact", che sarà presentato questa sera a Cascina Cuccagna dal Media Relations Manager Whirlpool EMEA Pierre Ley, mostra quanto si muove nel mondo della ricerca per rispondere alla sfida globale della sostenibilità alimentare. Il viaggio, intrapreso da chi in Whirlpool ha il compito di raccontare l'azienda ai media nell'intento di "capirne di più" e vivere in prima persona il concetto di "impatto zero", parte da Bologna, dalla prospettiva accademica fornita da Andrea Segrè che illustra i contorni di questa emergenza planetaria e di come si sta affrontando il problema dello spreco di cibo. Seconda tappa è il Food Institute Whirlpool sulle rive del Lago di Varese, dove il vice presidente globale ricerca e sviluppo di Whirlpool Corporation, Mauro Piloni e la ricercatrice Enrica Monticelli, parleranno del ruolo strategico che, nella filiera alimentare, gioca una multinazionale produttrice di elettrodomestici. Quindi strategie, mezzi, ma anche la forma mentis per questa particolare mission, che è quella dell'Open innovation, ossia l'innovazione aperta e collaborativa che coinvolge in reti di conoscenza e ricerca partner di diversa natura quali imprese, istituzioni e università, per sfruttare in modo sinergico competenze differenziate in vista dell'obiettivo comune. Terza tappa del viaggio è la Leaf house ad Angeli di Rosora (Ancona), dove Enrico Loccioni, l'imprenditore hi-tech visionario ha creato una vera e propria comunità che produce in autonomia e da fonti rinnovabili tutta l'energia che utilizza. Nella LEAF (Life Energy And Future) House si affronta un breve ma sorprendente esperimento di vita a impatto zero, concreto e per nulla utopico. Ley illustrerà come la tecnologia degli elettrodomestici di nuova generazione può aiutare una corretta conservazione degli alimenti. «La sostenibilità alimentare è una sfida globale, che viene affrontata a tutti i livelli, dalle istituzioni internazionali ai singoli governi, ai grandi gruppi industriali, alla ricerca e all'università, ma ognuno di noi, nella pratica quotidiana, può e deve fare la sua parte -afferma Pierre Ley, che è anche voce narrante nel video-. Questo è il motivo del nostro documentario: dopo aver analizzato il problema e formulato le prime soluzioni, ne parliamo per sensibilizzare l'opinione pubblica e trasmettere uno stile di vita improntato alla sostenibilità nei consumi». E proprio per arrivare a una platea più vasta possibile, il documentario realizzato da Andrea Manenti e Alessandro Squizzato di Addiction fa uso di mezzi e di linguaggi diversi, dalle telecamere professionali allo smart phone, dal taglio "on the road" del reportage a quello più istituzionale delle interviste, dal materiale d'archivio al backstage. «Non è una battuta se dico che abbiamo inserito molte riprese di backstage per rispettare lo spirito più vero del documentario sulla sostenibilità alimentare, quindi non sprecando il girato -spiega il regista Manenti-. Il risultato è un documentario che sembra assemblare più video, per i diversi linguaggi e i codici utilizzati; un lavoro che risulta più dinamico anche grazie alla brevità delle sequenze».
martedì 3 dicembre 2013
Vita intelligente per i robot ABB con il feedback tattile in tempo reale
Il Force Control integrato di ABB gestisce le variazioni di processo con la stessa sensibilità della mano umana riducendo fino al 70% il tempo di programmazione
ABB, Gruppo leader nelle tecnologie per l'energia e l'automazione, ha lanciato il Force Control integrato per gestire le variazioni di processo, con le seguenti caratteristiche:
Percezione tattile: il robot reagisce all'ambiente circostante in tempo reale ed è in grado di correggere il percorso e la velocità in base agli input del sensore
Schemi di ricerca: è in grado di imitare i movimenti del braccio umano per individuare la posizione più adatta al montaggio di un pezzo
Riduzione degli errori: bordi e contorni vengono seguiti precisamente indipendentemente dall'orientamento del pezzo
Facilità di programmazione: la percezione tattile riduce i tempi di programmazione e può eliminare l'uso di attrezzi avanzati
Istallazione rapida: tempi di programmazione ridotti e attrezzaggi più snelli rendono l'istallazione più rapida
Tanto nelle lavorazioni meccaniche che nel montaggio dei componenti più piccoli, la questione chiave sta nell'abilità di maneggiare pezzi e strumenti. Piccole variazioni nella fase produttiva possono fare la differenza tra successo e fallimento. Per facilitare la gestione di queste problematiche, ABB, grazie alla tecnologia del controllo della forza, ha reso i robot più intelligenti e capaci di gestire le variazioni di processo in base a una serie di input esterni in tempo reale, non dissimilmente dal comportamento di una mano umana che maneggi un oggetto fragile o debba rispettare dimensioni precise.
Le soluzioni robotiche tradizionali prevedono il controllo in base a percorsi e velocità predefiniti. Invece, con il Force Control integrato di ABB, il robot reagisce all'ambiente circostante ed è in grado di deviare dal percorso programmato o di variare la velocità in base al feedback del sensore di forza. Si possono così automatizzare compiti complessi che in precedenza richiedevano personale qualificato e automatismi fissi di tipo avanzato. "Il Force Control integrato apre la possibilità di automatizzare compiti fino ad ora impossibili con l'automazione robotica tradizionale", commenta il Product Manager di ABB, Andreas Eriksson. "In confronto alla costosa automazione rigida, le soluzioni robotiche sono meno dispendiose e richiedono un maggior grado di flessibilità".
L'assemblaggio robotizzato può essere molto complesso, con tolleranze infinitesimali e l'accoppiamento di componenti molto piccoli. Con la tecnologia del controllo della forza di ABB è possibile assemblare componenti con tolleranze che rientrino nell'intervallo di ripetibilità ad altissima precisione del robot senza alcun bisogno di costosi attrezzi di precisione. Un robot a controllo di forza può anche essere programmato per imitare i movimenti del braccio umano con l'applicazione di schemi di ricerca per individuare la posizione più adatta al montaggio di un determinato pezzo. In questo modo, il Force Control integrato riduce di molto il rischio di errori di montaggio che possono essere causa di problemi di produzione o di danneggiamento dei componenti.
Il Force Control Integrato di ABB può essere anche impiegato per migliorare le applicazioni robotiche di lavorazione meccanica come la smerigliatura, la lucidatura, la sbavatura e la smaterozzatura. Una delle caratteristiche del pacchetto è la possibilità per il robot di smerigliare, lucidare o brillantare i componenti mantenendo costante la forza tra lo strumento e il pezzo. Un'altra caratteristica consente al robot di sbavare e smaterozzare le linee di chiusura e le superfici dei componenti con velocità controllata, rallentando in caso di sbavature o di materozze eccessive.
Il sensore di forza è pienamente integrato nei sistemi hardware e software di ABB, con protezioni contro il sovraccarico e schermatura EMC; è certificato IP65 e idoneo per applicazioni robotizzate di alta precisione e mantiene allo stesso tempo un design compatto e leggero. In combinazione con i sensori di visione, il Force Control integrato di ABB consente anche di ripensare una miriade di altre funzioni robotizzate automatizzate per le quali erano prima indispensabili degli operatori qualificati.
Tutti i prodotti di ABB Robotics godono del supporto dell'organizzazione di assistenza e vendita globale in 53 paesi e oltre 100 città.
lunedì 2 dicembre 2013
Apre la Digital School di Whirlpool, su Slideshare le lezioni per padroneggiare i social media
Roberta Vanetti: «Essere sui social media significa essere aperti ai contributi di tutti:ci auguriamo che in questa scuola tutti possano imparare e insegnare qualcosa agli altri»
È la prima digital school aziendale on line, accessibile a tutti e orientata ai social media, al web marketing e all'e-commerce. Le prime nove lezioni, già consultabili sul canale Slideshare di Whirlpool EMEA http://www.slideshare.net/EMEAHQ, sono state realizzate dalla multinazionale degli elettrodomestici in collaborazione con H-ART, un'azienda specializzata nei digital media, pensate per le funzioni interne e successivamente pubblicate sul social media allo scopo di contribuire alla diffusione della cultura digitale. Il social media scelto per la digital school è Slideshare perché da tempo, sul web, si è affermato come community più adeguata per ospitare, gestire e condividere presentazioni di aziende. «La rivoluzione digitale che ha investito il marketing e riorientato le sue strategie ci ha suggerito di sviluppare dei corsi in azienda per formare adeguatamente chi opera in questo settore -spiega Roberta Vanetti, Manager interactive communication, education e social media-; da qui sono nate le lezioni che prima abbiamo messo a disposizione di tutti i dipendenti e adesso aperto a tutti. L'intento è di rendere accessibili alle Pmi e agli studenti degli istituti superiori e delle università contenuti che non avrebbero mai potuto avere gratuitamente». Nei primi nove moduli pubblicati si spazia dalle dinamiche interattive dei social media all'impatto della rivoluzione digitale sul business, dall'ecosistema digitale all'uso, individuale e aziendale dei social media, dai cambiamenti nell'utilizzo e nella produzione dei contenuti all'adattamento del messaggio alle diverse piattaforme, dal cambio nelle abitudini di acquisto alle tendenze in atto nel web. Tutte le lezioni, che si possono seguire nell'arco di venti minuti al massimo, hanno un taglio prettamente operativo con casi concreti e suggerimenti di immediata applicazione. «Questa digital school, nata come iniziativa educational, aprendosi a tutti cerca una comunicazione immediata e condivisa nello spirito più schietto dei social -sottolinea Vanetti-; ci stiamo attivando quindi per ricevere contributi e suggerimenti, tanto dagli esperti di cultura digitale come da semplici curiosi, per arricchire e migliorare i contenuti proposti. La comunicazione in un social media non è unidirezionale come nella scuola classica con un docente e dei discenti; ci auguriamo quindi che tutti possano, allo stesso tempo, imparare e insegnare qualcosa agli altri».